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La Voce del Corpo da Ascoltare e Comprendere

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Spesso la voce del corpo viene soffocata. Ma il corpo ci parla sempre. Il problema è che abbiamo imparato a non ascoltarlo, a considerarlo un ostacolo, uno strumento da gestire, quando invece è la nostra risorsa più profonda. Il mio lungo lavoro con il corpo me lo ha confermato ogni giorno: la risposta che cerchi è già lì, nel centro, nel baricentro. Devi solo imparare a “scendere”.

 

  La tradizione cinese insegna che la Costituzione del Corpo è influenzata sia da fattori sia interni sia esterni.

  • Fattori interni: la costituzione è influenzata dai fattori genetici ereditati dai genitori e da eventuali componenti correlati, come ad esempio il sesso, l’età, l’elemento di appartenenza…
  • Fattori esterni/dinamici: la dieta, l’ambiente, lo stile di vita.

Ci sono diversi tipi di costituzione corporea. Ogni tipo ha il suo modello integrato e stabile, unico in termini di forma del corpo, caratteristiche fisiologiche ed emozioni.

Pertanto, la voce del corpo si può dire unica per ciascuna persona, in quanto mescola tanti aspetti diversi, spesso determinati dal vissuto individuale.  

Prima di procedere con l’articolo ti segnalo altri contenuti che possono completare questo argomento:

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Blocco energetico e canali tendino-muscolari: la corazza e il superamento

 


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Sentire la voce del corpo

Leggendo i libri di psicosomatica e di simbologia del corpo, si apprendono tutti gli schemi elaborati dagli esperti, per aiutare ognuno di noi a comprendere il perché nascosto dietro i sintomi del corpo fisico. Alcuni fanno riferimento all’agopuntura, altri ai chakra, altri direttamente ad organi fisici ed emozioni.

Su ogni testo, in ogni metodo, troviamo un piccolo tassello che spiega i motivi celati dietro il dolore. Dato che personalmente mi affido al metodo di lettura dell’energetica cinese classica, interpreto le manifestazioni psicosomatiche in termini di steli celesti (i cinque elementi) ed archetipi (i rami terrestri).

Ogni essere umano è un diario. Il diario della storia della sua famiglia, degli antenati, il diario della sua stessa vita. E possiamo pensare che esista una versione univoca che identifica tutti allo stesso modo? Ovviamente no.  

 

Chiudere i libri e… ascoltare

 

Alla fine di tutto, la risposta è dentro di noi. Possiamo leggere qualunque significato, ma sarà sempre la visione di un altro. Nessuno è in grado di conoscere noi stessi meglio di noi.  Ascoltare la voce del corpo, del proprio corpo come centro psicofisico, è sempre la via più pura, quella più immediata.

Con questo non rinnego le diverse scuole di pensiero e le indicazioni che posso reperire sui libri, anzi! Tutto è utile, tutto è un orientamento. Ma alla fine della fiera, ci siamo solo il mio corpo ed io. Se vuoi davvero sentire la voce del corpo, chiudi tutti i libri, fai silenzio dentro di te ed ASCOLTA.

Ascolta quei messaggi, quei “campanellini”, quelle sensazioni che metti sempre da parte per dare spazio alle valutazioni della mente (quante volte hai detto “eh se avessi dato retta alle mie impressioni”…?)

 

 

Ascoltare la voce del corpo

il corpo che si esprime nell’arte

 

La mia storia in breve

 

Quando sono nata, il primo ostacolo è stato usare le gambe. Sono rimasta immobilizzata con un cuscino per molto tempo, a causa di una displasia all’anca: una malformazione congenita che poteva farmi crescere con una gamba più corta.

Tutta la mia vita sarebbe stata diversa. Per questo i miei genitori, consigliati dall’ortopedico, mi hanno portata ad imparare a danzare fin da quando ero molto piccola. La danza era il mio mondo magico, quello dove potevo essere qualsiasi cosa: la mia libertà. Immagina una bambina piccola e vivace, costretta a imparare delle posizioni (diciamocelo) del tutto innaturali.

Quella bambina ha imparato prestissimo una cosa che i libri non insegnano: il corpo trova sempre la sua via, se gli dai il permesso di muoversi. Non era la mente a sapere come riorganizzarsi: era il corpo. E il corpo ha danzato fino a trovare il suo equilibrio. Da lì ho imparato a fidarmi di lui.

 

Ha funzionato: il mio corpo si è liberato dal blocco, le gambe sono cresciute entrambe allo stesso modo. Ora sono ben salde e radicate sulla terra. Il corpo ha trovato la sua via per superare gli ostacoli.

Oggi come oggi, a causa del vissuto e dell’età, non mi esibisco più negli spettacoli, ma trasmetto il Mawangdui Dao Yin Qi Gong, il quale mi permette di continuare a coltivare il movimento elegante avendo cura del mio corpo e del suo benessere.

Il Dao Yin aiuta a muoversi con grazia ed elasticità, evitando contemporaneamente le forzature tipiche della danza. Se ti interessa sapere di più sulle lezioni di Dao Yin puoi contattarmi. 

 

Il corpo parla costantemente

Anche quando la mente è distratta il corpo comunica le sue sensazioni e percezioni. A volte, per esempio, potresti sperimentare un’emozione momentanea che non sai bene da dove nasca… anche in questo caso potrebbe essere un “messaggio” del corpo, che risponde ad uno stimolo.

Questo accade perché il nostro corpo non è solo una massa di cellule strutturate in tessuti, ma soprattutto uno strumento di comunicazione sottile. E’ come un’antenna ricevente e trasmittente, tanto per semplificare. Grazie a questa sua caratteristica profonda è in grado di rispondere in modo immediato a qualsiasi domanda, anche dove la mente razionale ignora la risposta.

 

Gli adulti, spesso, hanno paura o vergogna della voce del corpo

 

Man mano che si cresce ci insegnano che il corpo è sporco, non deve provare nulla (soprattutto il piacere), che dare spazio al corpo ci priva della spiritualità… e soprattutto che ogni nostro problema parte solo dalla mente.

Il condizionamento della mente è vero, per carità. Ma perché dare alla testa tutta questa importanza? Se ha creato lei il problema siamo così sicuri che sia anche in grado di risolverlo? Inoltre chi conserva le memorie biologiche è il corpo, non la mente.

Quindi, per accedere ai blocchi, non si può fare a meno di ascoltare la voce del corpo. Tante paure svaniscono quando entriamo nel corpo fisico e lo liberiamo dalle costrizioni. La voce del corpo è capace di dare tante risposte, se sappiamo ascoltarla.

Molti malesseri nascono dall’ansia, dalle paure, dalle opinioni sbagliate su noi stessi… Per spezzare questa catena di pensieri negativi… muoviti. Niente altro. Danza, scuotiti, agitati, scalcia, rotolati sul pavimento, piangi, ridi a crepapelle.… lascia che il tuo corpo esprima quello che provi. Una volta manifestato, fidati, il problema si rimpicciolisce.  

 

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C’è un punto preciso da cui partire per ascoltare davvero il corpo: il baricentro, l’area del bacino che nella tradizione cinese viene chiamato primo Dantian.

È il centro di gravità fisico, ma anche il centro dell’ascolto corporeo.

Quando l’attenzione scende lì (invece di restare bloccata nella testa), il corpo comincia a parlare in modo molto più chiaro. Questo accade perché il sistema nervoso riceve un segnale preciso di equilibrio e senso di sicurezza.

Maggiori informazioni sul baricentro si trovano nell’articolo: Breathwork dinamico: cosa cambia quando il respiro ritrova il baricentro

 

I muscoli, archivio della nostra volontà inconscia

Attraverso la pelle ed il sistema muscolare, il corpo sperimenta tanti tipi di sensazioni nel corso della giornata e di tutta la vita. In base a queste percezioni, elabora una risposta inconscia che si ricollega alle memorie emotive del passato (le nostre e quelle degli antenati). A seguito di questa elaborazione modifica la sua postura, per proteggersi da ciò che considera “dolore” a qualunque livello.

Certe volte, il corpo parla e risponde in modo automatico, ma in una maniera differente da ciò che la mente razionale esprime a parole.

Un esempio? Una persona che dice “sì”, facendo però no con la testa.

Oppure un discorso apparentemente disinvolto e rilassato, ma pronunciato con una postura chiusa e rannicchiata, che protegge il corpo.  

 

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leggi l’articolo su Substack

 

Il corpo parla attraverso le placche muscolari

Quando i muscoli ricevono un impulso conflittuale, normalmente accade, nel giro di un po’ di tempo (o di anni), che l’individuo inizi ad accusare dolore a causa delle “contratture”. In questi casi il corpo parla in modo molto semplice: la contrattura indica che una certa zona del corpo riceve stimoli opposti, quindi “dimentica” di rilassarsi e rimane contratta.

La caratteristica di una contrattura è che molto spesso, anche se viene trattata con massaggi ed esercizi, in stato di sedentarietà si ripresenta nello stesso punto. Questo ha fatto sì che gli esperti abbiano ipotizzato una sua origine “psicosomatica”, cioè con una notevole componente emozionale.  

Ci sono contratture che si allargano fino a diventare delle vere e proprie placche, che bloccano interi segmenti del corpo. Questi blocchi si chiamano “corazze” o “armature”.

 

Per fare qualche esempio, ecco alcune contratture molto diffuse:

  • tensione muscolare alla nuca e collo (cervicalgia); qui il corpo parla di una persona che ha vissuto parecchie “batoste” nel corso della sua vita;
  • dolore lombare (lombalgia), negli individui che hanno incontrato difficoltà economiche o si trovano in un periodo della vita in cui hanno delle resistenze mentali causate da paure di tipo finanziario;
  • tensione del plesso solare nelle persone caratterizzate da un eccesso di autocontrollo…
  • ecc.

 

Puoi leggere anche: Dao Yin per l’elasticità muscolare e la libertà interiore

 

Il ruolo della consapevolezza nel liberare il corpo e la mente da condizionamenti profondi

 

Il corpo parla perché tu prenda consapevolezza di una o più situazioni. Nessuno ti obbliga a farlo, ovviamente, ma prima o poi la voce dei tuoi muscoli si trasformerà in un grido. Voglio raccontarti, per chiudere, la storia di una mia cara amica, A., che ora non c’è più.

A. era un’eccellente architetto che si occupava di armonia della casa. La sua situazione familiare pregressa era conflittuale: la famiglia voleva per lei un futuro “solido e concreto”. Così, per tutta la sua vita, che si è conclusa a 50 anni, A. è rimbalzata dai timidi tentativi di realizzarsi all’accettazione passiva una professione grigia che le causava malessere continuo.

Dopo la prima malattia grave, superata a forza di farmaci, aveva deciso di prendersi finalmente quello spazio per sé. Ma qualche anno dopo è ricaduta nella stessa professione insopportabile. Una malattia più potente l’ha portata via, senza che lei potesse mai veramente gioire del suo talento. Non è la prima delle mie amiche che lascia il corpo portandosi dietro la frustrazione professionale e la mancata realizzazione.

A parte il dolore della perdita mi resta sempre un prezioso insegnamento: ogni volta che sono tentata, sono la spinta degli eventi, di “adagiarmi” deviando dal mio cammino, il corpo si fa sentire. Ed ora ho imparato a dargli retta.

 

Puoi leggere anche:Respirazione e centratura corporea: un supporto nella gestione dell’ansia e degli attacchi di panico

 

Ti faccio l’esempio con un mio esercizio

 

Una mattina del 2018, dopo più di 20 anni che non mi allenavo più nella danza, ho deciso di lasciare che il mio corpo si esprimesse. 

Ho superato la pigrizia, la paura e (perché no?) un po’ di vergogna, e ho danzato registrando il video. Alla fine non osavo nemmeno guardare cosa era uscito. …Noi precisini non siamo mai soddisfatti. Ebbene, qualche spezzone di video lo condivido qui.

Perché quel giorno ho sentito la voce del corpo. Ha avuto spazio per esprimersi, per dire qualcosa. E nonostante mi aspettassi di essere totalmente inchiodata, invece mi sono divertita. E soprattutto mi sono EMOZIONATA.

Non sto parlando metaforicamente: è una pratica molto concreta. Guarda questo video: sono io. Il corpo che si muove libera qualcosa che la mente non riesce a raggiungere da sola. Non serve essere danzatori… serve solo darsi il permesso. Provaci. 

 

 

Quel giorno, danzando, ho sentito forte la voce del corpo. Il mio corpo. Non capitava da un bel po’ di tempo.

Per questo ti invito a praticare questa forma di auto-riscoperta che gli sciamani hanno sempre considerato una porta per comunicare con gli spiriti: scuotiti. Non sentirti stupido. Scuotiti.

Anche se ti senti agile come una lavatrice, non ci pensare e fallo lo stesso, sentirai aumentare l’energia positiva del tuo corpo. Quello è il linguaggio del tuo corpo: lascialo parlare. Lascia che racconti la tua storia. Buona danza!

 

Se vuoi imparare a portare questa consapevolezza nella tua vita quotidiana (o nel tuo lavoro con le persone), scopri RespiMove®, il metodo che ho sviluppato per rendere il lavoro sul corpo accessibile e trasmissibile.

 

 

La foto di Kazuo Ota è su Unsplash