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Breathwork dinamico: cosa cambia quando il respiro ritrova il baricentro

breathwork dinamico

Il breathwork dinamico può cambiare il modo in cui respiri, ti muovi e stai nel mondo. Ma perché questo accada davvero, il lavoro sul respiro deve scendere più in basso di quanto di solito arrivi.

Il breathwork classico lavora sul ritmo, sulla profondità, sulla consapevolezza del respiro, che sono aspetti molto utili. L’unico problema è che il respiro non vive isolato: vive dentro un corpo che si muove, si organizza nello spazio, ha un centro di gravità.

E quando quel centro viene a mancare, il respiro cambia: diventa rapido, si sposta in alto nel torace, rende le emozioni instabili.

Non è casuale che queste difficoltà si presentino maggiormente in un periodo storico in cui quasi tutto passa dalla testa: il lavoro manuale è praticamente scomparso, la vita è sedentaria, si rimane seduti davanti a uno schermo per ore ogni giorno…

Questo approccio genera un inevitabile distacco dal mondo fisico, che si traduce in distacco dal proprio corpo (= perdita di centratura).

Spesso ricorre uno schema ripetitivo: quello di sentirsi vulnerabili e “fluttuanti” in alcuni momenti della giornata, soprattutto verso sera quando cala la luce. Ho lavorato con centinaia di persone nel corso degli anni: questo schema si ripete con una coerenza che va ben oltre la coincidenza.

 

Il corpo perde il centro. È qui che il breathwork deve iniziare.


Chi vive molto nella testa conosce bene questa situazione. Infatti vive costantemente una certa quantità di tensione mentale e fisica, con un respiro che non arriva mai del tutto in basso e la sensazione ricorrente di essere leggermente “fuori” dal proprio corpo.

Nei momenti peggiori, addirittura, la parte inferiore del corpo è come se non esistesse più.

In questi casi gli esercizi di respirazione possono aiutare nell’immediato (sempre che la persona faccia in tempo a prenderne le redini). Ma se non toccano il modo in cui il corpo si organizza nel movimento e nella postura, cambiano poco nel lungo periodo.

Il respiro torna a essere quello di sempre, appena il corpo si rialza dalla sedia.

 

La ricerca sul sistema nervoso autonomo conferma quello che osservo da decenni in pratica: quando il respiro scende sotto il diaframma, l’attività del nervo vago aumenta, il ritmo cardiaco rallenta e il sistema di allerta si disattiva. L’aspetto importante è che questo non dipende dalla forza di volontà: è fisiologia pura e il breathwork dinamico, in base alla mia esperienza, può rivelarsi determinante per questo riequilibrio. 

(vedi Zaccaro et al. /2018: “How Breath-Control Can Change Your Life“)

 

 


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In termini di yin e yang, questa dinamica è molto riconoscibile.


La vita contemporanea è strutturalmente yang: attiva, mentale, orientata verso l’alto e verso l’esterno. Il lavoro al computer, la connessione costante, la sedentarietà… tutto spinge in quella direzione.

Il corpo risponde adattandosi a questo ritmo “spinto in alto” perdendo così il basso, ovvero il centro, la radice (il radicamento): esattamente ciò che nella tradizione taoista si chiama yang in eccesso (con conseguente carenza di yin).

Puoi approfondire il discorso yin-yang nell’articolo Yin e yang, il simbolo della dualità e dell’unione

 

La sensazione di fluttuare che arriva verso sera si spiega logicamente: nel momento in cui cala la luce diminuisce anche l’energia yang. E chi non ha una base yin solida su cui appoggiarsi, lo sente chiaramente: come se il filo che lo tiene ancorato alla vita concreta fosse troppo sottile.

Il respiro che si studia nel breathwork dinamico rispecchia tutto questo in modo immediato. Lavorarci senza considerare questo squilibrio più profondo è come cercare di regolare il volume senza toccare la fonte del suono.

 

C’è qualcosa di significativo in questo parallelismo. La tradizione taoista aveva già codificato questo squilibrio secoli prima che la neuroscienza odierna lo descrivesse con altri termini. Quello che oggi chiamiamo iperattivazione del sistema nervoso simpatico – cioè il meccanismo di allerta che tiene il corpo in uno stato cronico di tensione – nella visione cinese si chiama yang in eccesso con carenza di yin. Sono descrizioni diverse dello stesso fenomeno.

Non sto affermando che la tradizione cinese aveva ragione; sto dicendo che ha osservato il corpo umano con molta attenzione per molto tempo, e che le sue conclusioni reggono al confronto con la ricerca moderna. Dopo decenni di lavoro diretto con le persone, posso confermarlo: gli schemi che la tradizione descrive li osservo ogni giorno.

 

Per approfondire puoi leggere anche: La Voce del Corpo da Ascoltare e Comprendere

 

Il baricentro non mente

 

Quando il lavoro sul respiro parte dal centro del corpo, ma coinvolge anche il movimento, le cose cambiano davvero e in modo più duraturo.

Associando movimento e azione sul respiro, il breathwork dinamico raggiunge un livello di efficacia più tangibile.

Il ritmo respiratorio rallenta e si mantiene senza sforzo, la postura si modifica e il movimento, liberato dai blocchi, smette di essere rigido e “chiuso” e diventa più fluido.

 

Ma ciò che si nota davvero (e lo notano soprattutto gli altri), è una presenza più stabile che non deriva dal risultato di una tecnica, ma dall’effetto dell’equilibrio interno ritrovato.


Il risultato, quindi, non è temporaneo e limitato alla seduta, ma diventa qualcosa di radicato, che si trasferisce nella vita quotidiana.

Se vuoi avvicinarti a questo lavoro corporeo, puoi esplorare il metodo RespiMove.

 

 

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Il breathwork dinamico aiuta a ritrovare un respiro più lento e naturale.

 

Il primo Dantian: perché il breathwork deve partire dal bacino

 

Nel Qi Gong e nel Nei Gong, il punto di partenza di qualsiasi pratica è sempre lo stesso: il primo Dantian, il centro energetico collocato nell’addome inferiore, a circa tre dita sotto l’ombelico. I giapponesi lo chiamano Hara. In occidente lo conosciamo come baricentro fisico del corpo  o “core”.

E una struttura anatomica reale, non simbolica. Quando il peso del corpo si distribuisce correttamente intorno a questo punto la postura si stabilizza, la muscolatura profonda si attiva senza sforzo e il respiro (senza bisogno di  correggerlo), scende naturalmente.

Il problema è che la maggior parte delle persone ha perso il contatto con questo centro. Non per una colpa loro, ma perché la vita moderna non lo richiede più: si sta seduti, si pensa, si delega tutto al cervello. Il baricentro sale, il respiro sale anche lui di conseguenza e nel tempo questa diventa la norma. Poi si presentano i problemi, ma raramente vengono collegati a questo fattore determinante.

 

Il breathwork che parte dal torace, per quanto utile, lavora solo su un sintomo. Il breathwork dinamico che parte dal Dantian lavora sulla causa. Questa è la differenza che ho osservato nella mia esperienza professionale: chi riesce a riportare l’attenzione nel bacino cambia il proprio respiro in modo duraturo, non solo durante la sessione.

 

Puoi approfondire la comprensione del lavoro di coaching somatico, leggendo anche questi contenuti:

Meditazione in movimento per rafforzare l’equilibrio interno

Le migliori tecniche di rilassamento mentale passano per il corpo

 

Quello che è successo in una prima sessione di breathwork dinamico

Questo che sto per illustrare è l’esempio reale di un papà 45enne.

Questa persona accusava episodi di ansia ricorrenti, che comparivano quasi sempre in macchina, nel traffico, di ritorno dal lavoro. Un momento preciso, un contesto preciso. In quei momenti di affanno crescente il respiro era l’ultima cosa a cui pensava e a cui riusciva a dare attenzione. 

Si è iscritto alle lezioni serali, dove Vincenzo e io utilizziamo il Qi Gong e il Nei Gong come metodi di breathwork dinamico, durante le quali il respiro si regola in modo graduale, a partire dal lavoro somatico. 

Il risultato è stato stupefacente: già dopo la prima sessione, infatti, ha cominciato a notare qualcosa di diverso. L’ansia non era ancora scomparsa al 100%, ma le sue reazioni erano già completamente cambiate.

Il corpo aveva iniziato a rispondere in modo diverso, prima ancora che la mente capisse perché.

 

Un’altra esperienza di breathwork dinamico per l’equilibrio emotivo

Ecco un altro caso, risalente al 2022. Una psicologa aveva iniziato a seguire le mie lezioni serali di allenamento, a causa di un doppio problema: mal di testa ricorrenti e forti crisi di ansia, entrambi legati al sovraccarico cronico del lavoro clinico. Anni di ascolto continuo, di assorbimento emotivo e tensione trattenuta.

Nel suo corpo lo schema era chiaro: il peso stava tutto in alto. Trapezio e collo erano contratti, il respiro era bloccato nel torace, la sua presenza era tutta concentrata nella testa. Il basso del corpo era praticamente assente dalla sua percezione.

Lavorando sul respiro in movimento, cioè riportando gradualmente l’attenzione verso il bacino e lasciando che il peso che era in alto scendesse, qualcosa ha cominciato a cambiare. Le tensioni del trapezio e del collo si sono allentate (e con loro i mal di testa). Le crisi di ansia si sono diradate fino a scomparire quasi del tutto.

Non abbiamo mai lavorato sull’ansia: abbiamo solo lavorato focalizzandoci sul centro, sulla sua radice interna. Il resto è venuto da solo.

 

L’integrazione che mancava al lavoro con il respiro


RespiMove® , il nostro metodo professionale di breathwork dinamico, nasce esattamente da questa osservazione.

Non è solo respiro statico é non è solo movimento. E’ un metodo che li integra, grazie alle radici nelle pratiche corporee tradizionali come Qi Gong, Dao Yin e Nei Qi Gong, che tuttavia traduce in un sistema accessibile e applicabile oggi.

L’obiettivo non è aggiungere un’altra tecnica, ma cambiare il punto da cui partono il respiro, il movimento e la postura.

 

A chi si rivolge RespiMove®, breathwork dinamico

 

Chi lavora nel benessere e nella guida al cambiamento (Personal Trainer, Coach, Operatori del Benessere ecc.), conosce bene certe situazioni ricorrenti.

  • Il cliente che respira in modo irregolare, con l’aria che rimane alta nel torace e non scende mai davvero, e per questo fatica a mantenere la calma e la concentrazione, anche quando vorrebbe.

Spesso è qualcuno che vive molto nella testa, con pensieri continui e poca percezione del corpo: e questo tende a rendere il respiro ancora più rapido e superficiale, in un circolo che si autoalimenta.

 

  • Persone che hanno perso il contatto con il proprio baricentro, o non sono mai riuscite a svilupparlo per vari motivi. La vita quotidiana porta tanta attenzione alla mente e poca al corpo e la perdita di centratura si accumula nel tempo, senza che le persone se ne accorgano.

Quando il corpo non ha più un centro stabile, diventa difficile sentirsi radicati, mantenere l’equilibrio interno e restare “presenti”, nelle sessioni come nella vita.

 

  • Clienti che, nonostante l’impegno, non riescono a calmarsi davvero. Anche quando il lavoro va nella direzione giusta, anche quando la consapevolezza c’è, il corpo rimane agitato e il respiro continua a essere rapido e superficiale.

In sostanza la calma arriva in superficie, ma non scende.

 

RespiMove® è un training di respirazione + movimento, che nasce per lavorare su queste tre situazioni insieme, che spesso in realtà sono la stessa situazione vista da angolazioni diverse.


Questo percorso formativo è perfetto per chi lavora nel benessere e sente che manca ancora qualcosa nei percorsi che propone.
O per chi conosce già il breathwork, però intende spostarlo su un livello più integrato…

Ma soprattutto a chi si riconosce in quello che ha letto fin qui.


Se il tipo di respiro che descrivo ti suona familiare (cioè alto, veloce, slegato dal corpo), allora probabilmente sai già di cosa stiamo parlando.

Vai alla pagina di RespiMove® per approfondire le possibilità di lavoro in abbinamento fra respiro e movimento. 

 

 

Il breathwork dinamico non è una disciplina medica o psicologica. Il nostro metodo parte dalle pratiche corporee orientali del Qi gong, del Nei Gong e del Dao Yin, sulle quali abbiamo maturato un’esperienza pluriennale. 

 

 

Articoli per approfondire:

La Ginnastica cinese. Qi gong, Nei gong, Dao yin

Ci sono controindicazioni al qi gong?

Cosa si intende per Nei Gong? Come coltivare se stessi

 

Le immagini di questo articolo sono di:

Ibrahim Rifat   e    Yang Deng