Perché un conflitto interiore non va risolto… ma usato.

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Qualche conflitto interiore, a onor del vero, non troverà mai una soluzione. Ma invece di essere una sfortuna, come sarebbe normale pensare, rappresenta una fortunata risorsa. Se ti sembra inverosimile, continua a leggere e chiarirò il concetto. 

Voglio partire da un esempio pratico. 

Guardando la mia struttura Ba Zi di nascita, emergono due conflitti interni piuttosto importanti, che hanno avuto un grande effetto nella mia vita. Uno dei due è veramente impegnativo, e in certi periodi specifici può peggiorare notevolmente. 
Si tratta di un “Clash”: uno scontro diretto (che la tradizione cinese chiama “chong”), tra due archetipi di terra che sono la capra e il bue. La terra, del resto, è l’elemento su cui la medicina cinese classica costruisce tutto il resto: ne scrivo qui se vuoi approfondire.

Questa incompatibilità si traduce, nella vita quotidiana, in due parti che litigano continuamente: una che vuole rimanere ferma e una che vuole muoversi. Una che affonda le sue radici nella tradizione, l’altra che vive di ricerca pionieristica e cerca incessantemente nuove strade da percorrere. 

Inoltre, in alcuni periodi, si trasformano in ostacoli che sembrano nascere dal nulla, bloccando iniziative e progetti.

Entrambe, però, hanno in comune l’assistenza alle persone, anche se in modo diverso. Questo è l’unico argomento su cui si capiscono alla perfezione.

 


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Il conflitto interiore e il Ba Zi

Come avrai compreso non intendo affrontare il conflitto interiore dal punto di vista della psicologia, che non è la mia professione. Tuttavia ho sviluppato un lungo lavoro di osservazione della vita delle persone, attraverso le discipline di cui mi occupo. Questo mi ha permesso (fortunatamente) di giungere prima ad alcune risposte che riguardavano me stessa, poi ad aiutare altri a trovare le loro risposte. 

La tradizione cinese, come specifico in questo sito, è il mio punto di appoggio. E’ la chiave di lettura da cui parto per interpretare la vita, applicando le leggi naturali che regolano il mondo che ci circonda.

Il Ba Zi è lo strumento che collega i vari aspetti (inclusi quelli che spingono in direzioni opposte), e suggerisce le modalità per farli dialogare fra loro. 

Quasi sempre, nel Ba Zi di una persona, emerge una tensione strutturale più o meno ingombrante. 

Può cambiare la forma, o limitarsi ad alcuni periodi di passaggio, ma almeno una lezione, nel corso della vita, tocca a tutti.  

Il problema è che di rado qualcuno spiega che non è utile passare lunghi periodi, a volte una vita intera, a cercare di eliminare questi scontri. E’ come una lotta contro i mulini a vento. Si tratta del peggior autosabotaggio possibile. 

Non tanto perché fallisce – perché comunque fallisce – ma perché sprechiamo un sacco di energie in un’impresa impossibile, invece di usarla per imparare a sfruttare bene ciò che abbiamo già.

 

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Ho tentato per anni di chiudere quello scontro

Ciò che ho fatto io, sbagliando nel seguire i suggerimenti più diffusi nel campo della crescita personale, è stato pensare di poter diventare qualcosa di diverso da ciò che ero. 

L’idea era che se avessi fatto una quantità sufficiente di “lavoro su me stessa”, quel conflitto interiore strutturale si sarebbe sciolto magicamente, regalandomi una vita liscia, perfetta e tutta in pianura. Ho considerato questo scontro come qualcosa di sbagliato, da combattere, da aggiustare come avrei fatto con un orologio rotto. 

Nel corso degli anni ho visto chiaramente, su di me e su tante persone, che un percorso simile può funzionare per un po’. Ma è solo questione di tempo e ci si ritrova punto e a capo. Perché alla fine è come cercare di eliminare la chiave di volta che regge in piedi tutto il sistema: altro che limiti… i tuoi conflitti sono strumenti! 

Se hai pensato di poterne fare a meno, hai frainteso cosa avevi in mano.

 

Uno strumento non si modifica. Si impara a usare… anche se si tratta di un conflitto interiore

Prima ancora che nella propria mappa strutturale, il conflitto interiore si percepisce come messaggio corporeo. Si dice spesso che “il corpo sa”, ed è vero: la postura, il viso, il respiro… tutto si adegua a ciò che sentiamo dentro, soprattutto quando non ne siamo consapevoli.

Un giorno, parlando di fibromialgia con un Medico Reumatologo di grande esperienza, mi disse: “capisco già che una persona ha la fibromialgia, dal modo in cui entra nel mio studio”. 

Infatti il modo in cui poniamo lo sguardo, stringiamo la mano, varchiamo una soglia… emana ciò che siamo e ciò che pensiamo.

Ora, possiamo pensare a tutti i modi possibili per modificare ciò che riteniamo sbagliato, oppure prendere quegli aspetti conflittuali e trasformarli in strumenti, che lavorano per noi e per chi ci sta intorno. E’ una scelta, che poi diventa una direzione. 

 

Se vuoi guardare in faccia il tuo scontro interno, che è anche la tua direzione, e farlo lavorare per te, puoi partire dal percorso di Ba Zi. 

 

Perché “a volte ritorna”… anzi sempre?

Uno stato di attivazione emotiva continua a causa del conflitto interiore, rientra in quello che in fisiologia si chiama carico allostatico (da una definizione di McEwen). E’ il prezzo energetico che il sistema paga per mantenersi costantemente pronto a rispondere “nel caso che“… ma non è quasi mai un guasto isolato da correggere.

Dato che il conflitto non si chiude, la tensione si mantiene attiva ininterrottamente, consumando giorno dopo giorno le nostre risorse: quindi non è un’anomalia, ma la fisiologia che fa esattamente quello per cui esiste, di fronte a uno schema che non prevede un punto di quiete.

La chiave è “riconoscere”

Nel Qi Gong esiste una branca, chiamata Dao Yin (ciò che oggi chiameremmo stretching, anche se il termine è riduttivo), che si fonda esattamente su questo principio:

l’equilibrio non nasce mai da un punto fermo, ma da tensioni calibrate che si tengono, a vicenda, in bilico attivo.

Un corpo del tutto statico non può trovare l’equilibrio: è solo immobile.

Anticamente il Dao Yin veniva usato di frequente per intervenire sui cosiddetti disturbi dello Shen: quello che oggi definiremmo malinconia o stati depressivi. Quel gioco calibrato di tensioni, infatti, produce un ricircolo del sangue che le posizioni da fermi non producono (Chen et al., 2019).

Lo studio di Y. Chen ed altri che ho citato analizza i meccanismi fisiologici del Dao Yin, includendo gli effetti sul S.N.C. 

 

La distinzione tra subire una tensione interna e orientarla verso un uso favorevole, non parte dal riuscire a neutralizzarla (visto che non è possibile), ma dallo smettere di provarci. 

“Conoscerla” vuol dire capire come e quando si attiva e quali sono i fattori scatenanti, senza darle una connotazione di fallimento. 

“Orientarla” significa utilizzare quella forza verso un fine costruttivo ma anche liberatorio. 

 

Il valore di questo tipo di conflitto non sta nello sceglierne una parte e far tacere l’altra: cosa che quasi sempre facciamo, prolungando lo scontro all’infinito.
Sta nel lasciare che ciascuna parte agisca nel proprio territorio, senza che una delle due debba prevalere per forza. L’attrito non si placa: resta, e continua a portare alla luce entrambe le forze in gioco.

 

Padroneggiare questi strumenti è un lavoro che impegna, e non esiste una formula generale che valga per tutti. Ma esiste una formula personale, che emerge studiando una mappa in modo dettagliato e personalizzato.

A volte, come ho detto del mio caso, i conflitti sono più di uno, oppure nascono in un passaggio preciso, per questo è fondamentale riconoscerli e saperli guidare nella direzione in cui dovrebbero andare. E’ la differenza tra una sequela di fallimenti e una via di costruzione attiva. 

 

In definitiva, lo scontro tra i miei Chou e Wei (il bue e la capra) continuerà a esserci, così come capiterà ai tuoi conflitti, ma puoi sempre scegliere da che angolazione osservarli: e il risultato cambia, eccome se cambia!

 

Nel mio metodo per agevolare la regolazione del sistema nervoso, si passa attraverso una centratura schietta: per prima cosa inizi a lavorare con ciò che sei, qualsiasi cosa questo rappresenti. La centratura non è assenza di tensione, ma la sua calibratura.

Se senti che questa è la tua strada, ti aspetto sulla via del Ba Zi .