Per diventare operatore olistico…pensa e agisci come un kyudoka
Come diventare operatore olistico senza illusioni e delusioni? Il modo per riuscirci è non affidare nulla al caso. Per diventare operatore olistico e riuscire a crearsi un lavoro, è indispensabile una visione completa delle tappe da affrontare nel percorso.
Il post di oggi è davvero di “nicchia”: infatti mi rivolgo soprattutto all’Operatore Olistico che si sente ancora NON-realizzato :) o che spera di realizzarsi, ma non sa bene SE o QUANDO.
Dedicarsi ad un lavoro che crea benessere è il focus di molte persone che desiderano realizzare il proprio compito di vita. Ma purtroppo avviare bene un’attività è diventato veramente impegnativo, per tanti motivi. Ecco alcuni fattori importanti da focalizzare.
Cosa NON ti dico in questo articolo, se vuoi diventare operatore olistico
In questo articolo non ti parlerò del tuo inquadramento lavorativo, della partita iva o di quanto potrai o non potrai guadagnare facendo l’operatore olistico. Tutto questo viene “dopo”, quando hai già deciso che strada prendere. Quello che voglio spiegarti, invece, è come evitare di avere una delusione. Esatto.
Perché nei miei anni di lavoro ed insegnamento ho formato già centinaia di operatori. Purtroppo, però, la maggioranza di loro non è più in attività. Non lo è perché ha commesso degli errori di impostazione gravi e determinanti. Errori che tu potrai evitare se applicherai una serie di consigli “a monte”. Buona lettura!
Sei convinto che se il tuo lavoro coinvolge pochi utenti è a causa della crisi?
Non è sempre così, ed ora ti spiego il motivo.
Non è che la crisi non esista. Sicuramente le persone hanno meno denaro e lo spendono con prudenza, ma ciò che manca davvero agli operatori è avere le idee chiare. Nessun potenziale cliente conosce davvero il lavoro che svolgi, quindi non potrà mai comprendere se, ed in che modo, puoi aiutarlo.
Quindi molto dipende da te e sicuramente cambiando prospettiva puoi fare la differenza.
Noto spesso che molti fra chi si lamenta delle difficoltà (soprattutto economiche) nel far sopravvivere uno studio olistico, si pongono in stato di attesa nei confronti del lavoro e dei clienti. Prima di accorgermi di questo aspetto lo facevo anch’io.
Dai principi (veri) della Legge di Attrazione, sappiamo che questo tipo di atteggiamento è poco produttivo. Infatti raramente produce risultati concreti, se il tuo obiettivo è diventare un operatore olistico che vive di questa professione. Per spiegarlo in modo pratico mi aggancio ad una disciplina orientale: il kyudo (o tiro con l’arco giapponese).
Non ti parlo per mia esperienza personale in questo caso, ma siccome mio marito Vincenzo è stato per anni un insegnante di kyudo conosco da vicino quest’arte, la cui potenza è fatta di piccoli movimenti e respiro. Per questo la considero un ottimo esempio.

Non perderti lungo strada per diventare operatore olistico. Segui un percorso chiaro e realizzerai il progetto senza delusioni.
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L’arte del kyudo come dimostrazione, se vuoi diventare operatore olistico
I kyudoka (praticanti di kyudo), non si limitano a tirare una freccia: costruiscono il tiro secondo dopo secondo. La preparazione è tutto. Il risultato da raggiungere è: proiettare la freccia in un bersaglio distante 28 metri, in modo pressoché PERFETTO.
Il kyudoka pianifica il tiro dal momento in cui si sveglia la mattina. La mente è orientata verso la pratica. Poi si reca al dojo (luogo dedicato all’arte), dove esegue il suo rituale nell’indossare gli abiti adeguati.
Ogni minuto che passa la sua mente è più concentrata sull’obiettivo; compie ogni gesto mantenendo la massima focalizzazione sul risultato da raggiungere: il tiro perfetto.
Ti chiedi perché ti dico tutto questo? Stai per per comprendere come queste informazioni possono aiutarti, se vuoi diventare un operatore olistico professionista… e professionale.
Una preparazione meticolosa, prima realizzare il tiro vero e proprio
I praticanti, da chi conduce la lezione a chi impara, si preparano insieme sulla pedana. Puliscono il luogo, eseguono i saluti rituali, dedicano qualche minuto a calmare mente e cuore (meditazione), poi preparano gli archi e le frecce.
Anche il più piccolo movimento o parola (come spostarsi nel dojo, preparare l’attrezzatura, prelevarla e posarla, domandare e rispondere, ecc. ) è prestabilito, curato, studiato nei minimi particolari.
Solo allora iniziano a predisporre il tiro vero e proprio. La posizione è stabile, le gambe sono leggermente divaricate, ogni muscolo entra in sinergia con gli altri; l’intero corpo crea una linea di potenza che unisce cielo e terra, generando un campo di forza.
Quella linea di potenza non parte dalle braccia, né dalla testa: parte dal baricentro. Il kyudoka lo sa: senza un centro stabile e radicato, la freccia non ha da dove ricevere la sua forza. Il tiro nasce dal basso, dal bacino, dalla terra. Tutto il resto (la posizione delle spalle, la torsione, il respiro), è solo la conseguenza di un centro che tiene.
L’arco viene aperto lentamente, ogni passaggio ha un suo perché. La giusta apertura, la giusta posizione del busto, delle spalle e del torace, la giusta torsione… Solo attraverso il perfezionamento continuo di tutti i passaggi la freccia riceve la rotazione e la potenza necessarie per raggiungere il centro del bersaglio.
Se vuoi diventare operatore olistico e svolgerlo come lavoro, non puoi evitare di seguire il loro esempio, preparando ogni fase con la stessa precisione.
Diventare operatore olistico: l’applicazione del gesto
Nel kyudo occorrono mesi di allenamento per fare il primo tiro verso il bersaglio, ed altrettanti per riuscire a fare il primo centro. Mesi di allenamento perché ogni gesto smetta di essere meccanico e diventi OLISTICO.
Ogni bersaglio raggiunto è il frutto di una preparazione minuziosa nei dettagli:
- Un dettaglio non è perfetto? Il centro viene mancato.
- La mente non è calma o il corpo è rigido? Il centro viene mancato.
- Un gesto si esegue in modo anche solo minimamente scorretto? Il centro viene mancato.
Nella vita e nella professione, invece, spesso i passaggi vengono presi sottogamba o, peggio ancora, dati per scontati.
Qualcuno ritiene che sia sufficiente frequentare dei corsi, acquisire una formazione di base e metterci “tanto cuore”, per avere diritto al successo lavorativo. L’Energia Universale farà il resto, premiando la virtù spirituale ed “il dono”.
Ebbene non è così: praticare le discipline naturali è una capacità (= uno strumento), non un traguardo. Vale quanto l’abilità nel costruire ponti che resistano ai temporali, piuttosto che coltivare frutta e verdura, o qualsiasi altro TALENTO.
Quindi, se il tuo desiderio è quello di diventare operatore olistico e lavorare nel settore delle discipline naturali COME PROFESSIONISTA, rimanere in fiduciosa attesa del risultato è inutile.
L’unico atteggiamento che può sostenerti e garantirti di raggiungere degli obiettivi CONCRETI è farti carico della loro costruzione meticolosa: un giorno dopo l’altro, un’ora dopo l’altra, un secondo dopo l’altro.

Fai i giusti passi per creare una professione solida
Allenamento, allenamento, allenamento
Aspettare che l’Universo si occupi di portare i risultati che desideri, è come per un kyudoka pretendere di proiettare la freccia nel centro senza compiere i gesti corretti per scoccarla, cioè senza fare kyudo.
Se un kyudoka medita per 18 ore al giorno sperando di arrivare al dojo e trovare la sua freccia nel centro del bersaglio, resterà deluso. E’ semplicemente una cosa IMPOSSIBILE, quindi se è impossibile per un kyudoka, come può funzionare per un operatore del benessere?
L’unico metodo efficace, per centrare il bersaglio nel kyudo, ma allo stesso modo per diventare operatore olistico e farne una professione reale, è: allenamento, allenamento, allenamento, allenamento…
L’energia segue L’AZIONE, quindi se non agisci in modo focalizzato, i risultati non possono arrivare.
Ma prima ancora, l’azione segue le convinzioni.
Cosa devi fare per prepararti a diventare operatore olistico?
Qui non ti parlo di corsi ma di mentalità.
Per innescare un cambiamento devi essere disposto a rimettere in discussione le convinzioni che hai tenuto strette fino ad oggi. Perché solo così apri la porta a nuove azioni, nuovi pensieri e soprattutto NUOVE OPPORTUNITA’.
Significa che vuoi veramente fare l’operatore con tutto te stesso, possiedi gli strumenti che servono per cambiare la realtà e sei disposto a fare tutto ciò che occorre per realizzarti completamente.
Se invece ti senti più tranquillo/tranquilla continuando a rimanere sulla visione che hai adesso (quella che ha costruito la tua attuale situazione, un giorno dopo l’altro), eviti con certezza matematica il rischio di sbagliare o di fallire.
Ma rinunci anche alle possibilità di successo, e soprattutto non otterrai risultati diversi da quelli che hai adesso, nemmeno fra cent’anni.
Risponditi a questa domanda: dove vuoi essere fra cinque anni? Se non sai rispondere seriamente, è perché fino ad oggi non hai ancora afferrato le redini del tuo lavoro.
Se desideri approfondire questi argomenti, c’è un metodo semplice:
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Essere il risultato”: non puoi raggiungere qualcosa che non si trova già dentro di te.
Per raggiungere la meta che hai in mente e mantenere la rotta fino ad arrivarci, devi lavorare a tempo pieno. Occorre creare, dentro di te, tutte le caratteristiche di personalità, spirito, pensiero e comportamenti, che rappresentano la piena espressione del tuo progetto.
Ovviamente non è una passeggiata… Tanto per cominciare, comprendi PER COSA SEI NATA O NATO. Esatto. Di operatori olistici ce ne sono a migliaia, ma non tutti hanno percorso la loro strada.
Non basta cercare una “qualsiasi scuola olistica”, prendere il fatidico pezzo di carta e affittare uno studio (o andare a domicilio). Se non trovi i metodi che rispondono alla tua costituzione interna, difficilmente ti troverai bene. Dopo un po’ di anni sarai punto e a capo.

Diventare operatore olistico: scopri gli aspetti più importanti
Non serve nemmeno cercare i corsi “riconosciuti” per diventare operatore olistico, perché tanto, checchè ne dicano, non esistono.
L’unico “riconoscimento” VERO è quello statale, e per i corsi olistici non c’è.
Evita anche i corsi “di moda”: le mode così come arrivano, passano.
Quindi fatti il più grande dono della tua vita: prima di versare una quota di iscrizione, cerca di capire quale sarebbe la strada adatta al tuo lavoro, a te, alle tue predisposizioni. Se può esserti di aiuto puoi richiedere una consulenza di orientamento fra i tuoi talenti e le tue competenze, attraverso il Ba Zi.
Perché come mi disse un grande omeopata nel 1990: a qualcuno che fa un lavoro che ama la pagnotta davanti non manca mai. Oggi come oggi non è più proprio così, ma diciamo che se il lavoro che scegli rispecchia il tuo essere profondo è già un ottimo inizio.


