La mia storia professionale comincia così.
Non sempre scegliamo il percorso. Certe volte è lui a sceglierci.
Mi chiamo Deborah Nappi. Se guardo indietro nella mia vita, mi accorgo che quasi tutto ciò che ho imparato è arrivato per rispondere a una necessità.
Cercavo soprattutto risposte, ed è così che le discipline e gli argomenti si sono affacciati alla mia vita. Strumenti che arrivavano esattamente quando serviva comprendere qualcosa o affrontare un problema.
Molti anni dopo ho osservato che quelle che mi sembravano strade diverse, in realtà andavano tutte in un’unica direzione.
Il corpo è stato il mio primo maestro
Non ho iniziato a danzare perché lo desideravo: sono nata con una malformazione che richiedeva un lungo lavoro di educazione al movimento e di riallineamento del bacino. I miei genitori sono stati tenaci nel cercare tutte le soluzioni possibili: la scelta è caduta sulla danza.
Ho iniziato quando ero ancora molto piccola, perché dovevo farlo. E così è stato… ma non sapevo ancora che quel rapporto così intenso con il corpo avrebbe influenzato tutta la mia vita.
Con il tempo, il movimento è diventato un linguaggio. Ho imparato che il corpo conserva le tracce della nostra vita come un diario: paure, dolore, gioia, speranza.
Spesso mi accorgevo di essere cambiata da come mi muovevo, molto prima di riuscire a spiegarmelo.
Molti anni dopo, leggendo Martha Graham, qualcosa nelle sue parole mi ha risuonato profondamente: il corpo comunica ciò che spesso non riusciamo a esprimere con le parole.
Crescendo, ho visto che quella lezione non riguardava soltanto il corpo. Osservavo le persone affrontare la vita in modi completamente diversi: alcune sembravano trovare il proprio posto quasi naturalmente. Altre lottavano per anni contro continui ostacoli.
Ho cominciato a chiedermi se esistesse un filo, o un senso, che collegava i vari aspetti.
Da qui è iniziata la mia ricerca sull’energia personale e su una centratura stabile da cui muovere la propria creatività: temi a cui, in varie forme, ho dedicato la vita.
Negli anni successivi la ricerca si è allargata. Alla danza si sono affiancati il teatro e l’espressione corporea, che mi hanno permesso di esplorare il movimento da prospettive diverse.
Nello stesso periodo mi sono avvicinata anche alla naturopatia, al massaggio e all’energetica cinese classica, e agli aspetti più sottili della Cristallopratica e del Reiki. Cercavo strumenti per comprendere meglio l’equilibrio della persona, non soltanto dal punto di vista espressivo, ma anche da quello del benessere.









