
Dinanzi la porta del drago. Nei Gong, la via per imparare sé stessi.
Questo libro è dedicato a chi studia Qi Gong e Nei Qi gong, ma desidera andare al di là della tecnica per dedicarsi all’autocoltivazione.
Di Deborah Nappi, anno 2024 Edizione curata da Due Cieli. 181 pagine Prezzo: Euro 17,00
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copertina del libro
Citazioni dal libro “Dinanzi la porta del drago”
1. (…) Spesso giudichiamo le cose secondo parametri fuorvianti: consideriamo positiva (o negativa) una situazione, perché la interpretiamo alla luce delle nostre aspe4ttative, non inquadrandola nella sua realtà. Dall’errore di considerare una circostanza, un discorso o una vicenda “buoni o cattivi” in base ad una semplice opinione (giudizio), nasce una reazione a catena che allontana sempre di più lo stato di equilibrio. Infatti, nulla sfugge alla legge dello yin-yang, nulla può essere solo positivo o solo negativo, perché questo indica uno stato di malattia e genera morte. Il giudizio blocca l’energia in uno stato. Inoltre, il focalizzarsi con(nuo sul fatto che esiste qualcosa di sbagliato che va corretto, allontana inesorabilmente dal “qui ed ora”, spostando in un futuro indefinito il momento in cui potremo finalmente “stare bene”.
2. (…) L’epigenetica è una branca relativamente “recente”, nata dall’evoluzione dell’ingegneria genetica), insegna che il funzionamento del DNA, sia nella sua produzione di proteine sia nelle funzioni regolatrici, è direttamente collegato non tanto al numero di geni presenti nel corpo, ma bensì alla loro attivazione e disattivazione, a seconda del momento e della necessità. In sostanza, i geni si accendono e si spengono, coordinando il loro lavoro di gruppo, in base agli stimoli che ricevono. Che cos’è che determina gli stimoli o il momento? L’ambiente circostante. Questo “terreno” ambientale è costituito da diversi fattori:
• Fattori interni: sono rappresentati dalla nostra situazione personale, emotiva, dalle scelte che compiamo sia quotidianamente sia nei momenti cruciali, dal tipo di alimentazione che decidiamo di seguire, dalla nostra struttura energetica e spirituale.
• Fattori esterni: il contesto sociale, familiare, lavorativo, storico (quindi anche linguistico), in cui viviamo.
3. La corretta presenza si raggiunge principalmente attraverso il respiro. Il respiro è la funzione che ci mantiene connessi con il qui ed ora, perché l’atto di inspirare ed espirare in modo ampio e libero fissa il momento presente. Quando respiri sei completamente integrato con la Vita: non sei intrappolato nel bisogno, non sei nella paura, non sei posseduto dai “demoni” (energie discordanti), ma soprattutto non sei frammentato, anzi, diventi “una cosa sola”.
La “presenza” è la consapevolezza di ciò sei, di dove ti trovi, del tuo essere. Quando si dice di una persona che ha presenza, significa che la sua esistenza lascia un segno. Non è un’ombra che vaga nel mondo, ma una coscienza incarnata che trasmette qualcosa di sottile, che va oltre la fisicità. Questo “qualcosa” deriva dalla centratura nel proprio essere. Tutti gli aspetti della persona sono collegati tra loro, come sfaccettature diverse della stessa energia: essere centrati dentro di noi significa essere una cosa sola con la nostra individualità. Nel Tao tutto parte dall’essere centrati in noi stessi. La presenza deriva quindi dalla coerenza: nasce se il dentro ed il fuori sono allineati e sincronizzati.

